Cervelletto

Il cervelletto è una struttura cerebrale fondamentale per la coordinazione sensorimotoria e l’apprendimento motorio, rendendo i movimenti armonici e appropriati.

Il cervelletto è una componente importante dei circuiti che collegano le aree sensitive alle aree motorie dell’encefalo. Come altre strutture del sistema nervoso centrale (SNC) viene descritto come un centro di integrazione di informazioni afferenti per produrre risposte efferenti e rappresenta una delle maggiori strutture cerebrali coinvolte nel cosiddetto controllo sensorimotorio.

Le informazioni in entrata e in uscita dal cervelletto viaggiano attraverso fasci che decorrono all’interno dei peduncoli cerebellari, grazie ai quali il cervelletto è ampiamente interconnesso ai sistemi motori e sensoriali (si può intendere il cervelletto come una struttura posta in parallelo rispetto ai sistemi ascendenti e discendenti del SNC). Queste fitte connessioni di tipo sensitivo e motorio conferiscono al cervelletto un ruolo importantissimo anche se non strettamente necessario per la percezione di stimoli o per determinare l’attivazione dei muscoli scheletrici. La funzione cerebellare rientra quindi in un contesto di regolazione indiretta dell’output motorio. In altri termini, la struttura cerebellare svolge un ruolo critico nell’elevare la qualità delle risposte motorie, rendendo fluido, economico ed efficace il comportamento motorio.

Le conoscenze attualmente a disposizione identificano le seguenti funzioni specializzate del cervelletto:
– opera come un comparatore che compensa errori del movimento paragonando esecuzione e intendimento / l’esecuzione dell’azione con il piano motorio / tramite meccanismi di feedback;
– svolge un ruolo fondamentale nell’apprendimento motorio (memoria motoria* da alcuni definita non correttamente, in modo non appropriato, “memoria muscolare”).
– agisce a feedforward (tramite meccanismi di feedforward); pianifica !

– confronto pianificazione / esecuzione

– aiuto alla pianificazione di sequenze motorie (feedforward)

– coordinazione dell’esecuzione di sequenze motorie (fondamentale in quelle rapide)

– apprendimento motorio

tutte queste funzioni stanno alla base dell’affinamento dei gesti motori ottenuto-favorito-espletato- dal cervelletto tipico-proprio dell’influenza cerebellare nel controllo motorio.
regolazione indiretta

Organizzazione anatomo-funzionale / morfo-funzionale / suddivisione sul piano anatomico

Il cervelletto è una struttura impari e mediana, originata da una espansione della regione posteriore del tronco encefalico, al quale è connesso tramite i peduncoli cerebellari superiori, medi e inferiori.

Il cervelletto si trova dietro al ponte e al bulbo, dai quali è separato per mezzo del quarto ventricolo. E’ (è) connesso bilateralmente al tronco encefalico mediante tre paia di peduncoli cerebellari, che contengono tutte le fibre in entrata e in uscita del cervelletto.

Sono disponibili diverse classificazioni sul piano anatomico.
in base a criteri specifici adottati.
Tutte le classificazioni proposte hanno senso a seconda della descrizione funzionale che si fa del cervelletto.
In base a criteri filogenetici (secondo una classificazione filogenetica) si distinguono

A. Classificazione filogenetica:
– archicerebello o vestibolocerebello (comparso più anticamente)
– paleocerebello o spinocerebello
– neocerebello o cerebrocerebello (comparso più recentemente)

B. Suddivisione lobare:
– lobo flocculonodulare (anteroinferiore)
– lobo anteriore (anterosuperiore)
– lobo posteriore (posteroinferiore)

C. Organizzazione anatomo-funzionale classica:
– lobo flocculonodulare
– verme cerebellare
– emisferi cerebellari (ognuno con una zona intermedia e una zona laterale)

Reappraisal: a nostro avviso, ciò che caratterizza primariamente le specializzazioni funzionali del cervelletto è dato dalle efferenze in uscita da questa struttura, quindi dalle specifiche influenze-messaggi che il cervelletto applica-agisce-impone-invia-esegue sul controllo-ambito motorio.
In base a questa visione, l’ultima classificazione e l’analisi delle connessioni relative permette (in realtà) di individuare quattro regioni che corrispondono a quattro aree funzionalmente distinte. (non 3 regioni funzionali come riportato in molti testi) !

perchè l’output è suddivisibile in 4 uscite-controlli specifici, 4 zone di integrazione distinte, funzionalmente distinte (quindi più appropriata come distinzione anatomo-funzionale – critica MWG)
A nostro parere la classificazione anatomofunzionale potrebbe essere ulteriormente affinata come segue:
lobo flocculonodulare (+ uvula e lingula) (associato a uvula e lingula)
verme (zona vermiana centrale, paracoronale)(no estremità ant/post)
emisfero intermedio
emisfero laterale

Come sempre le classificazioni – suddivisioni sono utili ai fini didattici-eplicativi ma approssimano la realtà, la reale situazione (dirlo in intro di Fisiologia – link a intro classificazioni, uno degli strumenti concettuali usati, e su in molti casi non esiste un consenso unanime) e

La superficie del cervelletto presenta numerose pieghe di forma lamellare (circonvoluzioni) che decorrono in senso trasversale. (per maggiori dettagli anatomici si rimanda-consiglia a Wiki/ Treccani / Libri?? Grey’s Anatomy)

Il cervelletto presenta una organizzazione somatotopica (link) complessa. (spostare dopo l’elenco?)
Le afferenze dai sistemi di senso specifici-speciali (vestibolare, visivo, uditivo) sono distribuite al verme e al lobo flocculonodulare (con rappresentazione somatotopica di che tipo? img?).
Le afferenze somatiche formano tre ? omuncoli con capo e parti assiali rappresentate nel verme, tronco e arti nella zona intermedia.


Afferenze al cervelletto

Il cervelletto riceve segnali afferenti da vari recettori periferici e da altre parti del SNC.
Sherrington aveva sottolineato la parte giocata dal cervelletto nel recepire messaggi propriocettivi e aveva definito l’organo come il principale ganglio del sistema propriocettivo.
Le fibre che giungono al cervelletto (ai nuclei cerebellari e alla corteccia cerebellare) sono distinte in (di due tipi): rampicanti e muscoidi.
Il sistema di afferenze al cervelletto può essere riassunto e schematizzato come segue:
(è complesso: di seguito uno schema riassuntivo.)

1. Afferenze vestibolari

Da: labirinto vestibolare
A: lobo flocculonodulare + lingula, uvula (vestibolocerebello)

Gli input sensoriali provengono dal sistema-apparato vestibolare (labirinto, rec labirintici, link) e sono veicolati dal nervo vestibolare (VIII nervo cranico) che proietta omolateralmente ai nuclei vestibolari e da qui al cervelletto (connessioni indirette). Sono presenti anche connessioni dirette vestibolo-cerebellari
Caratteristiche: fibre muscoidi; nervo vestibolare (VIII nervo cranico); connessioni dirette vestibolo-cerebellari (senza sinapsi intercalata nei nuclei vestibolari) e connessioni indirette tramite passaggio attraverso i nuclei vestibolari ?..

2. Afferenze trigeminali e spinali

Da: recettori propriocettivi ed esterocettivi negli arti e nel tronco
A: lobo anteriore, lobulo paramediano

Caratteristiche: fibre muscoidi; nei tratti spinocerebellari ventrale (crociato / di Gowers) e dorsale (diretto / di Flechsig) da arti inferiori e parta bassa del tronco; nei fasci spinocerebellare rostrale e cuneo-cerebellare da arti superiori; organizzazione somatotopica della corteccia cerebellare coinvolta;

3. Afferenze cerebrali

Da: lobi temporali e frontali
A: corpus cerebelli, lobo anteriore, lobulo paramediano (regioni laterali -> CC!!)
Caratteristiche: jhjhj

3. Afferenze cerebrali
Origine: lobi temporali e frontali
Destinazione: corpus cerebelli, lobo anteriore, lobulo paramediano (regioni laterali -> CC!!)
Descrizione: jhjhj


Efferenze dal cervelletto

Il cervelletto genera segnali efferenti che, partendo-originando
da varie regioni cerebellari (corteccia cerebellare) e passando per i nuclei (intrinseci e vestibolari), si portano (proiettano) a diverse strutture del SNC (MS, TE, Corteccia, NdB) / altre parti del SNC.
Le fibre sono distinte in.

In generale, i nuclei intracerebellari costituiscono l’unica via di uscita dal cervelletto.
L’unica eccezione è il vestibolocerebello, in cui gli assoni delle cell. di Purkinje fuoriescono dal cervelletto per terminare direttamente in alcuni nuclei vestibolari.


Il sistema di efferenze dal cervelletto può essere riassunto e schematizzato come segue:
(è complesso: di seguito uno schema riassuntivo.)

1. Efferenze dal lobulo flocculonodulare

Da: lobo flocculonodulare
e
A: nuclei vestibolari (ponte, bulbo)

I comandi generati a seguito dell’integrazione di informazioni avvenuta nel lobo flocculonodulare si portano – sono inviati direttamente (senza passare dai nuclei cerebellari come stazione intermedia) ai nuclei vestibolari pontini e bulbari – presenti nel ponte e nel midollo allungato.
Dai nuclei vestibolari, i comandi proseguono verso il midollo spinale, tramite i fasci vestibolospinali, per attivare motoneuroni spinali che controllano muscoli antigravitari (degli arti inferiori).
Link vari .
Funzione: j.

Da notare-rimarcare che le connessioni sono rapide /aff ed eff 120 m/s, per coordinazione ci vuole scambio di info e segnali rapidissimi.

Riassunto delle connessioni (schemi riassuntivi delle connessioni: 411 Peres) rifatte con colori diversi AFF / EFF

All’interno del SNC, le informazioni in entrata (segnali afferenti) sono elaborate ed integrate in modo da generare delle risposte efferenti appropriate, muscolari e/o ghiandolari. (somatiche/autonomiche – ? viscerali-somatiche??)

Le risposte efferenti generate da motoneuroni che controllano muscoli scheletrici (identificano i cosiddetti) sono proprie dei riflessi somatici. LINK
Le risposte efferenti che coinvolgono
I riflessi nervosi che presentano una risposta controllata dai neuroni del SNA sono detti riflessi autonomici (o viscerali: ritengo non corretto). LINK

Aspetti clinici
Le lesioni del cervelletto causano turbe motorie importanti (una tipica sindrome, triade sintomatologica, quadro sintomatologico-segni).

Il cervelletto non è necessario né per la percezione né per la contrazione muscolare; tuttavia, anomalie della funzione cerebellare possano determinare gravi turbe motorie.

Riflessi monosinaptici
Riflessi polisinaptici
Classificazione

Bibliografia gerarchica / Classifica bibliografica

controllo-coordinazione sensorimotoria (SMI) fare articolo specifico: la visione distinta del SNC è semplicistica, non propriamente corretta e adottata a fini didattici ed esplicativi. due sistemi- alle due divisioni del SNC. In realtà, il sistema integra con continuità, si tratta di un continuum di informazioni che viaggiano, attivano neuroni in circuiti per poi dare una risposta finale comune tramite MN spinali.

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La Fisiologia Umana è la disciplina che studia e descrive il funzionamento dell’organismo umano e delle sue parti.

Lo scopo della fisiologia consiste nella comprensione dei meccanismi di funzionamento degli organismi viventi.
La comprensione delle funzioni dell’organismo richiede la conoscenza delle strutture e delle relazioni tra le varie parti che lo compongono. Per tale motivo la fisiologia è una scienza integrata. A un estremo si pone lo studio delle molecole che costituiscono le cellule, i tessuti e gli organi; a un altro estremo la fisiologia si occupa di processi complessi che dipendono dall’integrazione delle molteplici funzioni degli organi all’interno di sistemi, apparati e dell’organismo in toto.

I fisiologi si occupano quindi di studiare in primis la funzione e, in maniera non meno importante, di integrare funzioni diverse ai vari livelli di un organismo. In tal modo, anche quando l’oggetto di studio della fisiologia è il comportamento di singole cellule, l’intenzione ultima è sempre quella di interpretare le informazioni in termini di funzionamento globale dell’organismo. Per i fisiologi è cruciale riuscire a correlare il meccanismo che stanno studiando con il funzionamento dell’intero organismo. Storica è la frase di Claude Bernard (famoso fisiologo del XIX secolo):
Dopo aver effettuato un’analisi dei fenomeni è necessario che venga sempre compiuta una sintesi fisiologica per poter identificare il fine unitario di tutte le parti che abbiamo studiato in modo isolato“.

Uno degli scopi di questo portale è di aiutare il lettore a costruire una visione d’insieme della fisiologia, integrando le funzioni di diverse aree e sistemi corporei. Da questo punto di vista, è ormai noto che l’analisi di principi fondamentali e comuni a molti ambiti della fisiologia risulta particolarmente utile ed efficace. Potete trovare una trattazione dettagliata di tali principi qui.
Conoscere e saper riconoscere i concetti generali che si ripresentano in contesti diversi è una abilità che favorisce la comprensione dei processi fisiologici, permettendo di districarsi anche nei ragionamenti più complessi.

Pur avendo assistito ad avanzamenti enormi nel campo conoscitivo della fisiologia, questa disciplina non ha ancora concluso la sua indagine sul funzionamento del corpo umano e rimane tuttora in divenire. Attualmente traiamo vantaggio da secoli di lavoro di fisiologi che hanno costruito una base di conoscenze preziosa, enorme e di indiscussa rilevanza. Tuttavia, anche se il lettore può avere l’impressione che un testo descriva tutto ciò che è noto di un certo argomento, nel caso della fisiologia questa conclusione è al momento lontana dalla verità. Molti meccanismi sono infatti ancora poco compresi. Parallelamente, sono in continua evoluzione e affinamento anche molte definizioni, classificazioni, inquadramenti concettuali e semantici. In tal senso, cercheremo di fornire valutazioni critiche rispetto a temi che tuttora mancano di un consenso diffuso da parte della comunità scientifica.

Altro aspetto cruciale che teniamo particolarmente a esplicitare è la profonda interconnessione tra fisiologia e salute umana. Molte condizioni patologiche possono essere interpretate infatti come la conseguenza di una alterazione dei normali processi fisiologici (fisiopatologia). Per questo motivo, lo studio della fisiologia costituisce un elemento essenziale degli aspetti teorici e pratici della medicina. In più occasioni, il portale non mancherà di porre l’accento sulla necessità di conoscere il ruolo dei meccanismi fisiologici per comprendere appieno lo sviluppo e la sintomatologia di molte malattie e contribuire quindi, in maniera fondante, al ragionamento clinico.

Tratto e rielaborato dalle Introduzioni dei seguenti libri:
Fisiologia. D’angelo E., Peres A. (1/Ed.) Edi-Ermes (vedi)
Fisiologia Umana. Un approccio integrato. Silverthorn D.U. (8/Ed.) Pearson (vedi)

Vander Fisiologia. Widmaier E.P., Raff H., Strang K.T. (2/Ed.) Casa Editrice Ambrosiana (vedi)